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mercoledì 22 marzo 2017

Convertitevi e credete al Vangelo (Mc. 1, 15). IV parte: La conversione – il rapporto personale con Gesù Cristo

 La conversione – il rapporto personale con Gesù Cristo (IV)


La Quaresima 2017

Se ad una persona giovane avrebbero domandato: “Vuoi essere felice?”, lei avrebbe senza dubbio risposto: “Sì!”, e in segno di approvazione avrebbe alzato due mani.

Ma quanto vuoi essere felice? Un giorno, una settimana, un’anno, 10 anni, 30 anni, intera vita fino alla morte? Vuoi essere felice anche dopo la morte?

L’uomo nel profondo dell’anima arde la felicità, ma un autentica felicità, che nessuno gliela potrà togliere. Poiché già un solo pensiero che la felicità possa finire provoca la tristezza. L’uomo cerca la felicità nei rapporti umani, nei beni temporali, in quantità di soldi, in carriera, in gloria umana, nel successo, cerca la felicità nei piaceri, nell’alcol, nelle droghe… Ma in questo la felicità non la troverà. Arrivano le delusioni, il vuoto ancora più grande, la solitudine e il dolore nell’anima. Già sant’Agostino questa sete di felicità ha espresso con parole: “Ci hai creato per Sé, o Dio, e non è tranquillo il cuore dell’uomo, finché non riposi in Te”.

lunedì 20 marzo 2017

Convertitevi e credete al Vangelo (Mc. 1, 15). III parte: Il peccato originale (in Adamo) e la liberazione (in Cristo)

Il peccato originale (in Adamo) e la liberazione (in Cristo) (III)

La Quaresima 2017


Ogni uomo brama la perfetta felicità, ha sete di Dio, anche se non si rende conto di questo: “Ci hai creato per Sé, o Dio. E non è tranquillo il nostro cuore finché non troverà riposo in Te” (sant’Agostino). Ma nell’uomo c’è anche il peccato – la menzogna incarnata. Essa causa quello che l’uomo la realizzazione della felicità cerca là dove essa non si trova. Peccato in noi – è un autoinganno essenziale.

L’esempio di menzogna in noi: ad una ragazzina dodicenne dovevano imputare la gamba sopra la caviglia per salvare la sua vita. Ma il suo padre la prese dall’ospedale e la consegnò di curarla ad una “miracolosa” guaritrice. L’amico l’ha avvertiva, insisteva sul ritorno della bambina in ospedale affinché la guaritrice non provocasse la morte a sua figlia. Ma il padre si è offeso a suo amico ed è rimasto fermo nella sua posizione. Alcune settimane dopo la bambina è morta… Sono passati 20 anni, ma il padre non permette di dire niente contro questa ciarlatana e odia suo amico buono. È incomprensibile! È il frutto dell’accecamento dal peccato! Di simili esempi sono migliaia.

venerdì 20 marzo 2015

Dio Padre inviò Dio Figlio

Dagli insegnamenti del Patriarca Elia

Giovanni 20, 17: “Gesù le disse: Non mi trattenere, perché Io non sono ancora salito al Padre; ma và dai Miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre Mio e Padre vostro, Dio Mio e Dio vostro”. Qui abbiamo la situazione in cui Gesù appare a Maria di Màgdala e quando dice: “...Non mi trattenere, perché Io non sono ancora salito al Padre Mio e Padre vostro”. Qui Gesù distingue chiaramente i rapporti, perché Lui ha la stessa divinità di Dio Padre e crea con il Padre l’unità e contemporaneamente con lo Spirito Santo. Proprio questo è il mistero della Santissima Trinità. Dice: “...al Padre Mio e al Padre vostro”. Noi possiamo chiamare Dio “Padre”, per esempio, nella preghiera “Padre nostro”. Gesù ci insegnò a pregare così. Ma c’è la differenza del rapporto tra il Padre celeste e Gesù, e tra il Padre celeste e noi.

martedì 8 luglio 2014

Tutto deve essere costruito su un fondamento solido che è Gesù Cristo

Dagli insegnamenti del Patriarca Elia


Abbiamo tanto bisogno di una teologia pratica collegata con la verità fondamentale – la dottrina su Cristo, cioè la Cristologia. La Cristologia è l’essenza di teologia dogmatica. La teologia dogmatica è l’essenza di tutta la teologia. Tutto altro viene dopo. Tutto dipende da Cristo: la morale, la catechesi, la pedagogia, i riti, i Sacramenti. Tutto ciò come il fondamento ha Cristo. Se noi averemo solido fondamento, possiamo poi leggere un buon libro e scegliere da esso buoni pensieri per l’incoraggiamento. Ma è necessario che noi abbiamo solido fondamento.

La massoneria e carrierismo ecclesiastico

Dagli insegnamenti del Patriarca Elia


Noi sappiamo che a causa dell’omosessualità venne il castigo – il fuoco dal cielo. L’omosessualità è la conseguenza dell’ateismo e dell’idolatria – quando l’uomo non crede in Dio, dopo inizia adorare gli dèi, diverse energie, e come conseguenza arriva l’omosessualità, come è scritto in Romani 1. In Italia ci sono 400 logge massoniche. La maggioranza dei loro membri sono cattolici. Fino all’anno 1983 il cattolico non poteva essere massone, altrimenti veniva scomunicato dalla Chiesa. Ma ora può esserlo. Chiediamo: chi sono i massoni? È una organizzazione segreta che ha 33 gradi di consacrazione. A chi si consacrano? A Gesù Cristo? Al nostro vero Dio? No! No! Si consacrano al falso dio! Massoni sono in realtà satanisti. Come possono allora essere nella Chiesa? Allora decidevi: se volete salvarvi – allora avete la Chiesa per la salvezza. Ma se volete andare all’inferno, andate pure. È una cosa semplice. Voi, pastori, che cosa fate? Tacete e tacete. Avete la responsabilità. Se io assumo qualche ufficio – ciò non significa che io ricevo solo il potere e mi riempio di esso: io, io. Ma questo è in ciascuno di noi, solamente in ciascuno si manifesta diversamente. In Italia hanno pubblicato i nomi dei prelati ecclesiali 20 anni fa che non erano allora neanche vescovi e oggi sono vescovi, cardinali e occupano le cariche più alte nella Chiesa. Hanno rinunciato alle organizzazioni massoniche? Il diavolo dice: “Se ti prostrerai davanti a me e mi adorerai – avrai il potere”. Gesù ha detto: “Allontanati da Me, satana. L’unico vero Dio adorerai”. Questa è la nostra superbia umana insieme con il carrierismo.

Il rinnovamento del popolo inizia dalla riforma della Chiesa

Dagli insegnamenti del Patriarca Elia


Il rinnovamento del popolo deve iniziare dalla riforma della Chiesa. Poiché il popolo sono gli uomini. Se loro hanno i principi morali, allora uomo morale può arrivare al governo. Qual è la situazione, ad esempio, in Ucraina: tutto vendono, tutto corrompono. Le leggi non funzionano. Chi ha soldi – ha la “verità”. Ma questo è il male. Non c’è né verità né giustizia. Dall’occidente, comprando tutto, promuovono loro ideologia: una desolazione causata da omosessualità e matrimoni omosessuali. Né economia né politica ma l’omosessualità che come meta vuole distruggere gli uomini. Attenzione! Dietro l’omosessualità c’è il demone – il demone impuro. L’uomo deve fare la penitenza di questo e deve essere guarito. Ciò non è semplice ma avviene gradualmente. Loro non possono radunarsi, ma devono separarsi radicalmente da quello. Noi scriviamo la lettera in Svezia dove alla carica del vescovo hanno “ordinato” una donna lesbica – Eva Brunerova la quale ha 55 anni, convive con una sua amica ed ha adottato un bambino 3 anni fa. Quella donna hanno “ordinato” vescovo nella Chiesa luterana per la città di Stoccolma. Io dico: “Uomini, vi siete impazziti?! Voi volete chiamarvi cristiani?!”. A tal punto siamo arrivati! Le persone possedute dagli spiriti immondi hanno il potere nella Chiesa.

lunedì 7 luglio 2014

Il cambiamento del modo di pensare e dello stile di vita


Dagli insegnamenti del Patriarca Elia
Se nel Medioevo qualcuno si convertiva e voleva diventare sacerdote doveva passare per cosiddetta formazione teologica. In un certo senso ciò era una trappola. Chi conosce la lotta spirituale, chi conosce le nostre debolezze... vi dirà una cosa: se qualcuno ha certi doti intellettuali, ad esempio, la buona memoria, in quella scuola era il migliore e poteva dimostrare che lui è migliore e altri non valgono nulla. Ma il diavolo è più intelligente da quel intellettuale. Nel regno di Dio ciò non vale. In tecnologia intellettualismo va molto bene. Ma nella lotta spirituale intellettualismo non serve a niente. Perché? Perché il diavolo è più intelligente. Il pericolo è in quello che le persone intelligenti cadono nell’orgoglio.

Il martirio dei cristiani armeni per Cristo

Dagli insegnamenti del Patriarca Elia
Hanno martirizzato un milione e mezzo degli armeni. Ciò è avvenuto nell’anno 1915. È rimasta la testimonianza di un arcivescovo armeno. Il 3 giugno del 1915 alla festa del Corpus Domini ebbe l’omelia durante la quale disse: Chi vorrà salvare la propria vita (anima) la perderà; ma chi perderà la propria vita (anima) per causa Cristo, la salverà (cfr. Mc. 8, 35). La sera dello stesso giorno sono venuti i soldati turchi ed hanno preso lui e 50 ecclesiastici. Poi hanno preso altri 50 sacerdoti e 1600 uomini e condussero loro in un villaggio. Questa fu la “marcia della morte”. Le mani erano in catene ed erano incatenati tra di loro. Abbiamo delle fotografie della loro marcia e le foto di loro corpi martirizzati. Tra loro erano le donne e i bambini. Quando sono giunti a quel luogo, i soldati hanno detto loro: “Avete tradito il popolo turco. Siete condannati alla pena di morte. Ma se qualcuno diventa musulmano può tornare tranquillamente a casa sua”. Allora ebbe la parola l’arcivescovo: “Noi moriamo per Cristo”. Davanti ai suoi occhi uccidevano gli uomini e gettavano nella fossa e infine hanno sparato lui. Prima di ucciderlo il commissario disse a lui: “Diventando musulmano salverai la propria vita”. L’arcivescovo rispose: “Vi ho detto più volte: io confesso la vera fede – unica vera fede – confesso Gesù Cristo. Sono pronto dare per Lui la propria vita”. Arrabbiandosi il commissario sparò in lui. Così hanno martirizzato un milione e mezzo degli armeni.

domenica 6 luglio 2014

L’essenza di vita spirituale – perdere la propria anima per Cristo

Dagli insegnamenti del Patriarca Elia

L’uomo deve quotidianamente entrare nella luce e deridere proprio l’uomo vecchio quando cade nell’orgoglio. Dobbiamo cambiare il modo di pensare. La Parola di Dio dice: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti (pensieri) che furono in Cristo Gesù” (Fil. 2, 5). E Paolo dice quali pensieri aveva Gesù: “umiliò Se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil. 2, 8). Noi non dobbiamo neanche umiliarci, dobbiamo solo entrare nella verità. Tuttavia noi non vogliamo vedere quella verità in noi. Se avessimo visto ciò che veramente è in noi avremmo avuto una depressione da non essere capaci di non far nulla. Noi possiamo solo con piccole porzioni vedere quella sporcizia che è in noi per umiliarci davanti a Dio ed invocarLo: “Dio, dammi la forza affinché lavori per Te!”. Questa è l’essenza di tutta la vita spirituale, questa è l’essenza di tutta la teologia – perdere la propria vita a causa di Cristo e del Vangelo.